Nel cuore di Treviso, nascosta tra le sue suggestive vie medievali, si trova un'opera che racconta storie di antichi rituali e tradizioni uniche: la Fontana delle Tette. Questo monumento, conosciuto per il suo aspetto singolare e il significato simbolico, attira l'attenzione di turisti e curiosi, divenendo un simbolo non convenzionale della città. La sua storia affonda le radici in un passato lontano, quando l'acqua non era solo fonte di vita, ma anche elemento di celebrazione e ritualità.
La Fontana delle Tette fu realizzata nel 1559 per volere del podestà Alvise Da Ponte, durante la dominazione della Repubblica di Venezia. La sua costruzione fu una risposta pratica a un evento calamitoso: una lunga siccità che aveva messo a dura prova la popolazione e le risorse della città. Una volta ristabilita l’abbondanza d’acqua, la fontana divenne un monumento celebrativo, ma con un tocco decisamente originale.
Il design della fontana rappresenta un busto femminile, con due seni da cui sgorgava acqua. Ma la peculiarità non finisce qui: durante particolari festività o eventi cittadini, come l’elezione di un nuovo podestà, dalla fontana fluivano vino bianco e rosso, a simboleggiare abbondanza e prosperità. Il vino veniva offerto gratuitamente ai cittadini, che si radunavano in piazza per festeggiare questo rito di comunità.
L’originale Fontana delle Tette non si trova più nella sua posizione originaria, ma è conservata all’interno del Museo Civico Luigi Bailo, in Via Santa Caterina. Qui è possibile ammirarla in tutto il suo fascino e scoprire i dettagli della sua storia attraverso le esposizioni museali.
Per chi desidera invece vedere una fedele riproduzione, una copia della fontana è stata collocata sotto il portico del Palazzo dei Trecento, nella suggestiva cornice di Piazza dei Signori, il cuore pulsante della città. Questa posizione la rende facilmente accessibile ai visitatori che passeggiano per il centro storico.
La Fontana delle Tette non è solo un curioso esempio di arte rinascimentale, ma anche un simbolo ricco di significati. Rappresenta la fertilità, l’abbondanza e il legame tra uomo e natura. Tuttavia, è anche avvolta da leggende popolari che ne hanno alimentato il fascino.
Una delle storie più raccontate è quella secondo cui le giovani donne di Treviso, in cerca di un buon auspicio per il matrimonio o la maternità, venivano a toccare la fontana come rito propiziatorio. Questo gesto, unito alla celebrazione comunitaria che accompagnava il vino sgorgante, rendeva la fontana un luogo di unione sociale.
Un'altra curiosità è legata al doppio flusso di vino, bianco e rosso, che simboleggiava le principali produzioni vinicole della regione. Si diceva che la scelta di mescolare i due vini durante la festa rappresentasse l’armonia tra classi sociali e comunità diverse, riunite sotto il governo veneziano.
Oggi, la Fontana delle Tette non eroga più vino, ma conserva intatto il suo fascino. È diventata una meta imperdibile per chi visita Treviso, sia per il suo valore storico, sia per l’elemento di curiosità che porta con sé. Molti turisti non resistono alla tentazione di scattare una foto accanto alla riproduzione in Piazza dei Signori, aggiungendo un tocco giocoso alla loro esperienza nella città.
Nonostante le sue dimensioni modeste, la fontana è un esempio di come un piccolo monumento possa raccontare storie grandi: di siccità e abbondanza, di tradizioni e riti collettivi, di cultura e simbolismo.
Treviso è una città perfetta da esplorare a piedi, e il percorso per scoprire la Fontana delle Tette è un’esperienza in sé. Partendo da Piazza dei Signori, il monumento moderno è facilmente visibile sotto il portico del Palazzo dei Trecento. Per vedere invece l’originale, una visita al Museo Luigi Bailo è d’obbligo: qui, oltre alla fontana, potrai ammirare altre opere che raccontano la ricca storia artistica e culturale di Treviso.
La Fontana delle Tette è molto più di una curiosità locale: è un simbolo di Treviso, capace di unire storia, arte e leggenda in un piccolo angolo della città. Scoprirla significa anche immergersi nelle tradizioni e nei racconti che hanno plasmato l’identità di questo territorio. Che tu sia un appassionato di storia, un amante della cultura popolare o semplicemente curioso, questo piccolo ma iconico monumento saprà catturare la tua immaginazione, lasciandoti con un sorriso e il ricordo di un’esperienza insolita e affascinante.
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